La TEI Internationalization Proposal: problemi e criteri di adattamento
culturale delle TEI Guidelines. (Valentina Notarberardino)
- Valentina Notarberardino
- valentina.not@tiscali.it
- Università La Sapienza Roma
- Rome
- Italy
La
TEI Internationalization Proposal
è un’iniziativa multilinguistica e multiculturale intrapresa dal TEI
Consortium. Il suo obiettivo rappresenta una “sfida culturale”: creare
un’infrastruttura attraverso la quale sia possibile tradurre le
TEI Guidelines
dall’inglese verso altre lingue, ed archiviare insieme tutte le traduzioni.
La
Text Encoding Initiative
è una pietra miliare nel campo dell’Humanities Computing. Si tratta
della più importante iniziativa mondiale volta alla diffusione di strutture
standard per la codifica testuale in XML. I codificatori non inglesi sono
svantaggiati nella comprensione del testo delle Guidelines.
Esistono già alcune traduzioni della documentazione
TEI Lite
(in italiano, francese, spagnolo, coreano, giappponese, cinese e russo).
Sebbene si tratti di documentazioni molto utili, bisogna ricordare che la TEI
Lite è solo un breve surrogato delle Guidelines. Tali versioni
non sono ancora sincronizzate, ed alcune (quella coreana, cinese, giapponese e
russa) hanno mantenuto gli esempi originali inglesi.
Le TEI Guidelines sono costruite seguendo una struttura modulare: ogni
capitolo argomenta un tema principale. Ciascun paragrafo contiene prosa
descrittiva ed esempi. Bisogna distinguere tra “esempi teorici” (mostranti solo la
sintassi dei tag) ed “esempi applicativi” (i tag marcano testi
reali).
Tale analisi focalizza il problema di tradurre questi “esempi applicativi” in
italiano.
Sebbene sia “relativamente” semplice tradurre la prosa delle Guidelines,
i nomi degli elementi e degli attributi, nonché la scheda di descrizione tecnica
dei tag, il testo degli esempi presenta più questioni. Abbiamo tre
opzioni: mantenere l’originale, tradurlo, oppure cercare un corrispondente
italiano. Esporremo i maggiori problemi ed i principali metodi impiegati
nell’intraprendere l’ultima possibilità.
Lo scopo finale dell’adattamento culturale sarà scegliere un testo italiano che
preservi il maggior numero possibile di informazioni rispetto all’originale
inglese. Per ottenere tale obiettivo bisogna tener conto di alcuni criteri
analitici e selettivi: tag usati, struttura, genere,
contenuto e lunghezza del testo e, per quanto possibile,
datazione dello stesso.
Per esporre questi problemi, analizzeremo quattro esempi in particolare (tre
tratti dal settimo capitolo ed uno dal sesto), indicando come in ognuno di essi
risulti vitale un criterio diverso; talvolta i principi si sovrappongono. Vogliamo
dimostrare come sia impossibile stabilire una gerarchia d’importanza valida una
volta per tutte, in quanto la varietà dei testi ci obbliga a privilegiare ora
l’uno ora l’altro criterio.
Il primo testo [pdf]
(cap. 7.1.3.) che analizzeremo mostra alcuni passaggi di un romanzo inglese volto
ad esemplificare i tag specifici per le divisioni testuali numerate
(<div0>, <div1>, ecc.) e gli attributi correlati (n,
id, type) ad essi. Quindi il nostro esempio italiano dovrebbe essere tratto da un
romanzo (genere) composto di due libri, contenenti capitoli e paragrafi
(struttura). La priorità data alla scelta dei tag si interseca con il
discorso sul genere e sulla struttura testuale. In questo caso il contenuto non è
così importante poiché è irrilevante per l’argomento presentato nelle
Guidelines.
Talvolta c’è una complicazione dovuta alla presenza dei “tag
addizionali”, cioè estranei allo scopo dell’esempio. Qui troviamo il tag
<trailer> a marcare la parte finale del primo libro; non è
indispensabile riproporlo. È necessario preservare i varii <p> ed
<head>, in quanto la prosa descrittiva contiene link che
rimandano ai paragrafi dove si argomenta l’uso di tali marcatori. Si tratta di
elementi base che saranno presenti nella maggior parte degli esempi.
Il nostro secondo esempio
[pdf] (cap. 7.1.4.) è un testo tratto da un quotidiano. La sua
caratteristica principale è l’attributo org=“composite”. È molto semplice trovare
corrispondenti italiani che permettano di usare gli stessi tag e gli
stessi attributi. Il contenuto non è importante, nemmeno la datazione. Ma come
trattare il <soCalled> tag? In questo caso adattamento è
sinonimo di rinuncia. L’esempio che mostra l’uso di questo elemento è presente
nella sezione Quotation. Se nella didascalia introduttiva ci fosse stato
un riferimento in merito, con il relativo link, avremmo dovuto
ripresentarlo. Diversamente, saremmo costretti a modificare la stessa prosa
descrittiva con tutte le complicazioni del caso.
Il nostro terzo esempio
[pdf] (cap. 6.3.3.) analizza il <soCalled> tag. Ci
imbattiamo in quattro diversi usi di tale elemento. Si tratta di tre frasi (che
potremmo re-inventare e/o tradurre) e di un passo tratto da un saggio. Qui i
diversi usi corrispondono ai diversi scopi comunicativi del testo. In questo caso
il criterio discriminante non è rappresentato dalla struttura ma dal contenuto,
cioè dal contesto linguistico della frase.
Cercando di trarre conclusioni generali, si potrebbe asserire che ogni qual volta
ci si imbatte in marcatori specifici di questo tipo, bisogna privilegiare il
contenuto. La lunghezza del testo è importante nella misura in cui esso presenti
varie istanze dello stesso elemento.
Il quarto caso [pdf]
(cap. 7.2.1.) è un esempio per il quale potrebbero essere significativi i criteri
di datazione. Il tag usato è il <trailer> di una biografia
ecclesiastica del vescovo di Tours. Il testo è molto antico, come possiamo vedere
dal tema, dal linguaggio retorico e dalla lunghezza degli headings. Il
criterio dell’estensione testuale si intreccia con la necessità di risalire ad un
testo altrettanto datato, nel quale è maggiormente probabile trovare titolazioni e
trailers della stessa lunghezza.
La presente ricerca mira a chiarificare i criteri che ci guidano nella traduzione
degli esempi. La localizzazione culturale degli esempi non puo’ essere intrapresa
da un semplice traduttore. È necessario possedere esperienza nel campo della
codifica testuale ed un buon background letterario per capire ed
applicare criteri differenti dove necessario. Conseguentemente, la collaborazione
interdisciplinare ed interculturale risulta indispensabile ai fini del successo
del progetto.
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